E-Governance come nuovo paradigma della PA

L’evoluzione del Governo Pubblico

Da ormai qualche decennio, guidati da esigenze di efficienza nella gestione delle risorse pubbliche, si è compresa la necessità di applicare obiettivi, controlli e valutazioni nell'operato della PA e spostare l'attenzione da un approccio burocratico e centralizzato ad uno più decentrato e partecipativo, basato sui risultati condivisi e il coinvolgimento degli stakeholders. Ma vediamo quali sono stati gli eventi che hanno guidato questo paradigma.

Il primo cambiamento di stile nell’approccio manageriale nella PA verso quello che oggi è considerato il New Public Management (la nuova gestione del pubblico) ha origine dalla sfiducia nella capacità dello Stato di assicurare il coordinamento per lo sviluppo socio-economico dell'Italia; questo cambiamento avvenne verso fine degli anni 70 fino agli anni 90 periodo delle più importanti riforme liberiste del governo thatcheriano nel Regno Unito.

La ricerca dell’efficienza

A seguito del primo shock petrolifero, nei paesi occidentali si determinò negli anni 80-90 una forte crisi economica globale ed una improvvisa riduzione del budget a disposizione, che portò gli stati nazionali a pensare ad un nuovo modello di gestione della Pubblica Amministrazione. Si creò un cambiamento politico e ideologico nei paesi maggiori dell’Europa, ma anche oltreoceano, in Canada, Nuova Zelanda e Australia, che portò riduzione della crescita del debito pubblico, delle tasse sul lavoro e sui redditi di capitale. Questo si tradusse in una stretta monetaria e controllo dell’inflazione che portò ad una riduzione della spesa pubblica e ad una ondata di privatizzazioni e deregolamentazioni atte a sfruttare la propensione del settore privato a svolgere più efficientemente alcune attività del pubblico.

LA CRESCITA DELLA SPESA DALL'ANNO DELLA CRISI PETROLIFERA DEL 1973

La crescita della spesa in Italia dalla Crisi Petrolifera

Da Government a Governance

Il Government

Dalla fine degli anni ‘90 il nuovo modello di riferimento del governo della PA viene denominato “Government” il cui focus principale riguarda la forma di autorità:

  • le istituzioni formali dello stato,
  • il monopolio statale e del potere coercitivo,
  • la legittimità a prendere le decisioni e la capacità di renderle applicabili
  • l'uso effettivo di strumenti per fornire i servizi.

Questo modello è ispirato al managerialismo che pone la sua attenzione sulle tre “E” (Efficienza, Efficacia ed Economicità), sulla struttura di tipo gerarchico e sulla chiara distribuzione di autorità e responsabilità. Questo approccio però non presta attenzione ai legami fra organizzazioni e alla negoziazione di obiettivi condivisi laddove non ci sia nessuna gerarchia di controllo.

Il managerialismo è inoltre focalizzato sul raggiungimento degli obiettivi, escludendo l'instaurazione delle reti e la fiducia fra le parti. In tal modo non si favorisce un equilibrato negoziato fra le organizzazioni in gioco.

Il cambio del paradigma

La differenza tra Government e Governance, si concretizza attraverso un’evoluzione delle forme di governo. Ci si accorse che non bastava un approccio aziendalistico al settore pubblico ma che occorreva introdurre dei meccanismi che favorissero la compartecipazione di tutti gli attori sociali al fine di attuare le indicazioni politiche.

Da gerarchiche autoritarie saldamente istituzionalizzate come quelle del Government (chiamato in Italia “vecchia programmazione”) si passa al nuovo paradigma di Governance che prevede una gestione delle reti in modo collaborativo e inclusivo, con la formazione di partenariati. Questo rappresenta la nuova base dell’azione nella PA, che predilige forme e strategie alternative di politica e di elaborarle in forma interattiva in cui processi tra diversi attori si fondano su gestioni inclusive e non gerarchiche dei rapporti e quindi una elaborazione delle politiche approntate alla deliberazione anziché imposizione delle decisioni.

Il paradigma di governo si sposta quindi da un ambito di competizione a uno di cooperazione e fiducia. I network tipici della governance hanno bisogno di uno stile di management basato sulla facilitazione, contrattazione e accomodamento per la realizzazione degli obiettivi, dei bisogni e delle attese degli attori sociali in gioco.

La Governance

Dagli anni 90 ad oggi assistiamo a un modello alternativo di gestione del pubblico denominato Governance. Questo appellativo in particolare si riferisce alla nuova teoria politica, mentre il New Public Management riguarda la nuova teoria organizzativa.

Nello stesso periodo osserviamo lo sviluppo di internet, l’incremento nelle interazioni tra i diversi soggetti , l'aumento della complessità sociale, la velocizzazione dei servizi e la riduzione delle risorse a disposizione nella PA. In tale congiuntura un governo rigido e burocratico non risulta più in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini.

La Governance quindi consiste in un modo di governare non gerarchico in cui i soggetti privati partecipano alla definizione e implementazione delle politiche pubbliche per rendere il processo deliberativo più efficiente e legittimato.

Nel 1992 Stephen Osborne afferma che la Governance è il processo con il quale i problemi vengono risolti in modo collettivo e bisogni della società sono soddisfatti in modo altrettanto collettivo. Il Governo è solo uno strumento e non il fine.

A partire dagli anni 2000 i governi hanno sperimentato nuove forme di governance caratterizzate da partenariati pubblici/privati, azioni collaborative e modelli decisionali interattivi, includendo i diversi attori sociali e gli stakeholders.

La Governance è quindi una forma di governo in cui si incoraggia la collaborazione tra pubblico e privato per raggiungere obiettivi comuni e condivisi.

Da Governance a E-Governance

Le nuove strategie di governance offrono nuove modalità per affrontare i problemi quotidiani attraverso sistemi complessi e permettono interazioni più orizzontali tra governo, cittadini, aziende e organizzazioni non-profit.

Caratteristiche della Governance

La Governance è una nuova forma di governo che vuole sopperire ai limiti del Governament. Si vuole quindi superare l'esercizio del potere derivante da un sistema istituzionale e formale con un esercizio dei poteri formali e informali con l'obiettivo di raccogliere un consenso attorno alle scelte.

  • Attori: Si passa da un numero contenuto di soggetti soprattutto pubblici ad un numero elevato di partecipanti, includendo soprattutto il settore privato.
  • Obiettivi: La governance si focalizza sulla generazione di processi, politiche che portino a risultati condivisi, basati sul consenso e la legittimazione.
  • Struttura: Si passa da una struttura verticale ad una orizzontale, aperta e volontaria. Si superano i limiti geografici e si accolgono le competenze dei soggetti privati.
  • Funzioni: Si attua una maggiore consultazione e cooperazione tra gli attori nella stesura e attuazione delle politiche pubbliche.
  • Strumenti: nel Government si privilegiano soprattutto atti formali, quali leggi, decreti, regolamenti e circolari, mentre nella Governance si favoriscono strumenti informali al fine di promuovere il coinvolgimento degli stakeholders nelle deliberazioni.
  • Interazione fra autorità e cittadini: La governance vuole superare l'idea di autorità gerarchica, le relazioni conflittuali e la poca trasparenza del settore pubblico nei confronti dei cittadini, attraverso una consultazione orizzontale che permette la costruzione delle relazioni fondate sul consenso e la collaborazione.
  • Processo decisionale: Si passa da una forma di deliberazione su contenuti poco accessibili ad una loro apertura e inclusività con indicazioni di criteri per decidere collettivamente e valutare la validità delle decisioni

Vantaggi e Criticità della Governance

Attuare la Governance all'interno dei meccanismi formali della PA è un'ardua sfida per via della sua struttura informale e frammentata. Il rischio è lo svuotamento di potere dello Stato centrale e la conseguente perdita di autorità.

Coinvolgere molti attori nel processo decisionale comporta un aumento della complessità e dei tempi della deliberazione a fronte di una maggiore legittimazione, consenso e ponderazione delle decisioni.

La Governance reca in sé un problema di legittimità di cui invece gode la prospettiva tradizionale di Government. La crescita dei network di stakeholders e della loro efficacia potrebbe indebolire il supporto pubblico e la sua capacità di generare ulteriori partenariati; d'altro canto in un contesto di governance i cittadini si sentono meno distanti dall'autorità andando a risolvere quello scollamento democratico e il conseguente astensionismo che si sta verificando in tutta Europa.

progressione in Italia dell'astensionismo

progressione in Italia dell'astensionismo

Comportamenti opportunistici degli attori in gioco, mancanza di regole condivise (policy networks) o l’assenza di un moderatore pubblico potrebbero portare ad una maggiore complessità ed incertezza dei risultati.

La Governance ha bisogno di un set di strumenti e regolamenti che si possano adattare ad una particolare rete di soggetti in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere e a come si vogliono realizzare.

E-Governance: Attuare la Governance con strumenti digitali

In un contesto di Network Governance gli strumenti digitali sono indispensabili. Come l’E-Government attua i servizi digitali del government, la E-Governance supporta gli strumenti, i processi e le policies della Governance in forma digitale e telematica.

Purtroppo non esiste ancora una piattaforma integrata che permetta agli stakeholders di partecipare a proposte collettive e a delibere consensuali, ma avremo modo di approfondire ciascun aspetto critico della E-Governance al fine di trovare delle soluzioni tecnologiche capaci di risolvere i singoli aspetti di cui si compone:

  • Proposte collaborative: Riguardano la possibilità di condividere dei testi e moderarli al fine di ricavare un documento comune, frutto dei contributi e del consenso delle persone che hanno partecipato ad elaborarlo. Questo strumento è molto importante per i dibattiti pubblici, i progetti collaborativi, i regolamenti condivisi e per trovare delle soluzioni condivise a delle proposte.
  • Strumenti di decision making: Riuscire a deliberare su delle proposte condivise e forse la più grande sfida della Governance. A questo ambito infatti appartengono le questioni legate al voto online, agli algoritmi di voto, alla blockchain , alla delega del voto, alla privacy, all'anonimato del voto e alla sicurezza dei sistemi.
  • Certificazione utenti: riguarda gli identità elettronica e la garanzia che l'utente non abusi degli strumenti elettronici con false identità (fenomeno del Trolling). È fondamentale inoltre per la legittimazione dei risultati di voto.

Molti altri ambiti possono essere considerati nella E-Governance quali:

  • la digitalizzazione degli strumenti di democrazia diretta: referendum, sondaggi deliberativi, dibattiti pubblici, bilanci partecipativi, petizioni, elezioni, ecc...
  • Stimoli alla partecipazione pubblica attraverso, per esempio, la gamification
  • La raccolta fondi attraverso sistemi di crowdfunding e Project financing

In questo blog approfondiremo tutti questi strumenti e cercheremo di capire se è possibile realizzare una piattaforma che permetta di attuare efficientemente l’ E-Governance.

Marino Tilatti

Sono appassionato di E-Democracy e cofondatore dell'associazione Tecnologie Democratiche. Ho sviluppato portali e gestito decine di migliaia di visitatori al giorno. Ora ho voglia di dedicarmi totalmente a questa missione che vedo come una grandiosa opportunità di progresso per le nuove generazioni! D'altronde ho tre figli... ;-)

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