Frontiere e sfide della E-democracy: il progetto Airesis

Le applicazioni sorte negli ultimi anni, che mirano ad innovare i meccanismi di sublimazione della conoscenza a partire dalla cosiddetta intelligenza collettiva, sono molti: progetti assimilabili (a vari livelli di attinenza, diffusione e sviluppo) al calderone della E-partecipation o in altri termini al concetto di piattaforma per la costruzione collaborativa di proposte di soluzione ai problemi più disparati, sono per esempio Liquid Feedback (Germania), Nation Builder (Usa), Ocopomo (consorzio EU), Senador Virtual (Cile), Loomio (Nuova Zelanda), Parlamento elettronico, Open Dcn, Vilfredo, ARS E-democracy, Airesis (questi ultimi nati in Italia), ADI! (parlamento vasco), E-democracia (Brasile), Adhocracy (Germania), Bungeni (continente africano), Your Priorities (Islanda), Ideascale (USA), ed altri ancora.

In questo contesto di pre-rivoluzione culturale si innesta il progetto Airesis, un autentico progetto open source sostenuto nella sua controparte giuridica dall’associazione di promozione sociale Tecnologie democratiche (senza scopo di lucro).

Nato dalla confluenza iniziale di due progetti distinti (Democracy online e Agora 2.0) a partire dalla primavera del 2010, strada facendo Airesis si è arricchito di collaboratori volontari, idee ed esperienze diverse (tra cui la confluenza del progetto Wide Democracy), diventando una delle realtà italiane più interessanti nel panorama di riferimento.

Airesis propone la sua ricetta per l’evoluzione della società attraverso di sè come strumento di facilitazione: offre un ambiente integrato e ricco di strumenti social-catalizzatori, tra cui un calendario condiviso tramite cui annunciare attività, meeting e organizzare votazioni, offre la gestione di gruppi privati così come la discussione di proposte in un’area pubblica definita Spazio Comune, mette a disposizione strumenti di auto-organizzazione come la bacheca di gruppo, in cui pubblicare post e condividere informazioni, offre a ciascun utente un blog personale, ai gruppi uno spazio per la memorizzazione dei documenti condivisi, un forum per le chiacchiere ancora acerbe e più conviviali (utili alla socializzazione ed al brainstorming) ed uno strumento di discussione e votazione delle proposte in cui far confluire e formalizzare le idee incanalandole lungo un iter che le conduca verso una delibera condivisa e consensuale.

Non mancano poi funzioni avanzate come la console di gestione di ruoli e autorizzazioni cui un utente può essere abilitato, la creazione e gestione di aree di lavoro specifiche per la creazione di commissioni di esperti su una data tematica all’interno di un gruppo, ma il vero fiore all’occhiello di Airesis è certamente lo strumento di gestione delle proposte.

Esso si basa essenzialmente sulla redazione di un documento condiviso strutturato per paragrafi, documento inizialmente creato da un autore che ne diviene anche redattore, cioè stando al metodo del consenso cui Airesis si ispira, colui che avrà il dovere di svolgere un ruolo di facilitazione nell’aggregazione dei contributi e dei suggerimenti apportati da tutti coloro che vorranno partecipare alla discussione della proposta considerata.

Airesis, in maniera lungimirante, prevede la possibilità che ogni utente possa richiedere di diventare co-redattore per la tale proposta, in maniera che la molteplicità dei punti di vista sia il più possibile salvaguardata e possano così svilupparsi soluzioni, anche radicalmente alternative, nell’ambito della discussione riguardante il medesimo problema di fondo.

Airesis, grazie ai contributi di studiosi stimati come Pietro Speroni di Fenizio, matematico e ricercatore nell’ambito delle Voting theories, ha inoltre implementato, caso unico nel panorama internazionale, l’anonimato temporaneo durante la fase di discussione, andando ad eliminare alla radice il fattore, destabilizzante dell’obbiettività, derivante dai pregiudizi che ciascun essere umano (in varia misura) antepone quando si tratta di giudicare le affermazioni di altri individui che per varie ragioni (colore politico, livori personali, opinioni divergenti, status sociale, razza, religione, inclinazioni d’altra natura, ecc.) possono non risultare graditi.

Ultimo elemento di rilievo, ma non per importanza, l’implementazione dell’algoritmo di Shulze nel contesto delle votazione a soluzioni multipla, un sistema utilizzato anche da Liquid Feedback, che consente attraverso le preferenze di determinare la soluzione maggiormente gradita (o meno sgradita) dai votanti, superando i limiti di altri sistemi che pure oggi godono di maggior fama e diffusione.

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